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RELAZIONI A SCUOLA

RELAZIONI A SCUOLA - INTRODUZIONE

La scuola non è solo un luogo di studio ma anche un ambiente dove si creano e si vivono relazioni: rapporti tra compagni e compagne di classe; rapporti tra insegnanti e allievi; tra insegnanti e genitori e tra insegnanti e altri insegnanti.

Una buona relazione tra insegnante e allievo, basata su fiducia e apertura reciproca, non è solo importante sul piano umano ma influenza positivamente il rendimento scolastico e gratifica anche l'insegnante; viceversa la mancanza di questi requisiti può portare lo studente ad un calo di rendimento fino anche all'abbandono degli studi e può ingenerare frustrazione e demotivazione nell'insegnante.

Anche i rapporti tra compagni e compagne di classe sono molto importanti, sia per il benessere e la maturazione dei giovani, sia per il loro rendimento scolastico: quando i rapporti sono positivi si va a scuola più volentieri, si è più motivati e di studia con maggior profitto. Se invece si hanno difficoltà a mantenere rapporti con i compagni, oppure si è coinvolti in comportamenti di bullismo o ancora si viene emarginati dal gruppo, allora si producono disagio e demotivazione che possono influire negativamente sulla carriera scolastica e sulla maturazione psicologica del giovane.

Anche i rapporti tra insegnanti e genitori e i rapporti tra insegnanti e altri insegnanti rivestono una notevole importanza ed è necessario che vi sia la più ampia comunicazione e collaborazione tra tali persone.

Oggi fare l'insegnante è più difficile poiché sono profondamente cambiati i linguaggi e gli interessi degli studenti e soprattutto è cambiato il modo di gestire la classe e la disciplina: i modelli severi e autoritari del passato - cui alcuni insegnanti fanno ancora ricorso - sono oggi inefficaci e non più accettabili; altrettanto inefficace si rivela l'atteggiamento di rassegnato laissez-faire seguito da altri insegnanti, che lascia la classe nel caos e fa perdere all'insegnante il rispetto di sé e degli allievi. In realtà esistono altre modalità di gestione costruttiva della classe, modalità di nuova concezione che però gli insegnanti ancora non conoscono.

Data la sempre maggiore importanza delle abilità comunicative e relazionali nella vita privata e lavorativa, è inoltre necessario che la scuola assuma un ruolo attivo nell'educazione di tali abilità, così da favorire una buona integrazione dei giovani nella società e prevenire il disagio psicosociale.

Purtroppo i programmi scolastici non prevedono ancora insegnamenti a riguardo e gli insegnanti non hanno alcuna preparazione specifica in materia. si rendono quindi indispensabili corsi integrativi o di aggiornamento tenuti da esperti esterni rivolti sia agli insegnanti sia agli studenti.

Per approfondire il discorso:

Sei un insegnante? Sei uno studente/studentessa?

La relazione non va mai data per scontata ma costruita e negoziata continuamente nel tempo

E' importante rendere stimolante e accogliente l'ambiente scolastico in modo che ciascun ragazzo vi possa definire e sviluppare le personali capacità espressive e comunicative in vista dell'acquisizione di una completa competenza comunicativa e di un efficace apprendimento. Non esiste processo di apprendimento senza relazione, che possiamo definire come quel rapporto privilegiato che si instaura tra un docente e i suoi allievi

Gli insegnanti comprendono che per svolgere efficacemente la loro azione educativa non basta conoscere la propria disciplina ed i principi pedagogici e didattici cui sottende, ma è necessario capire la complessa rete delle relazioni all'interno delle quali vive l'allievo e come queste possono condizionare i suoi ritmi di apprendimento. E' necessario quindi porre attenzione a tutti i soggetti coinvolti nel processo educativo: alunni, insegnanti e genitori.

Se la relazione allievo-docente è bloccata non vi è alcun tipo di coinvolgimento e si instaura un circolo vizioso che conduce al fallimento dello scopo-obiettivo didattico.

Il fallimento del lavoro didattico non è mai un evento emotivamente neutro, il dolore morale che l'allievo e il docente sentono ha spesso conseguenze rilevanti sulla motivazione a proseguire il proprio percorso così come sulla valutazione serena della propria vita. Per l'alunno ciò può comportare rischi di abbandono (dispersione scolastica) ed emarginazione dal gruppo, con conseguente difficoltà a mantenere rapporti e relazioni con i compagni, fino ad arrivare a veri e propri fenomeni di bullismo. Per l'insegnante il disagio si esprime con uno stato di demotivazione, con la perdita di interessi per la propria professione e con la difficoltà ad interagire con i colleghi e con l'ambiente istituzionale oltre che con le famiglie (aspetti che determinano la sindrome di burn-out, tipica di questa categoria di lavoratori) dove per successo si intende la piena realizzazione delle proprie abilità e competenze.

Il mutamento socio-culturale in corso renderà sempre più indispensabile introdurre l'educazione emotivo relazionale nei programmi scolastici, sia come forma di prevenzione del disagio psico-sociale, della devianza e dei conflitti, sia come forma di competenza professionale, attraverso la conoscenza e l'utilizzazione di nuovi strumenti e metodologie (metodo Gordon, circle time, cerchio di apprezzamento); ciò consentirà l'accelerazione di una maturazione civile e democratica degli individui che favorirà l'integrazione e la convivenza pacifica nella nuova società che si va profilando.

Scheda di Enrico Cheli

Schede di primo approfondimento su temi specifici:

Un caso di gestione costruttiva del conflitto a scuola

Scuola: rapporti e conflitti tra colleghi insegnanti

Rapporti fra compagni di scuola

Il bullismo

Il burn-out degli insegnanti

Gratificazione e apprezzamento a scuola

 



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